quandoilpensierosuperailgesto.it | il movimento artistico
16632
page,page-id-16632,page-template-default,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode-theme-ver-6.0,wpb-js-composer js-comp-ver-4.3.4,vc_responsive

IL MOVIMENTO ARTISTICO

La soglia intuitiva dell’artista crea un’idea del mondo e dà un’immagine, al passo con l’evoluzione e con il superamento continuo che è prototipo dell’avvenire.
Se per “Evoluzione” intendiamo “Cambiamento”, possiamo notare quanto lento fosse in passato e quanto veloce sia oggi e quale rapporto esista tra velocità evolutiva e morphing artistico. Un rapporto direttamente proporzionale.

 

L’Arte segue l’Uomo come implacabile testimone della logica e dei sentimenti che animano il cuore, i sogni, i desideri, assemblando le individualità emotive per comporre la grande immagine del presente. Ogni emozione nasce da un effetto, formale o astratto che sia, e se l’effetto è a sua volta generato da una causa, non resta che interrogare se stessi. O prendere semplicemente atto che da questa immagine non si colgono che frammenti.

 

D’altronde è difficile focalizzarne una prospettiva globale, sul treno del tempo che corre all’impazzata. Tutto è confuso e incerto. Il passato diventa scuola; il futuro è fantasia; ma il presente è sempre una costruzione incerta: un insieme di eventi anarchici riflessi dalle ipotesi o rappresentati da chi possiede l’intuito innato per catturare le emozioni e trasformarle in frammento.

 

L’Arte non offre risposte, non crea teoremi, ma rispecchia la logica evolutiva dell’avvenire attraverso la sensibilità umana e la creatività del singolo intelletto. Costantemente ci aiuta a capire quello che siamo, quello che stiamo diventando, coi suoi mille punti di vista.
Ci predispone all’inevitabile.
Se vi pare incomprensibile l’Arte contemporanea, pensate a come dovesse apparire strano, a suo tempo, il Realismo di Caravaggio.
Pensate a che effetto fecero le biciclette di Duchamp.
E i décollages di Braque.
E la “Merda” di Manzoni.
E i tagli di Fontana.
E le combustioni di Burri.
Solo oggi che sono storia il puzzle è completo.
Che dire, quindi, quando vediamo lavori dei Boga?

genitorinew

C’E’ ARTE E ARTE

Gli artisti choc che curano più la stravaganza del loro personaggio che l’originalità delle loro creazioni non sembrano altro che interpreti di un’enorme recita, nella quale ognuno recita un copione: quello del nevrotico schizofrenico, quello del nostalgico pensatore, quello del lucido interprete del suo tempo, quello del bad boy…
Fino a che tira, si viaggia. Ma dopo? Delusione delle delusioni,  spesso tutto finisce in una bolla di sapone schiacciata dalla pressione atmosferica. E l’autenticità svapora in milioni di particelle gassose. Ne ho visti tantissimi sparire dalla circolazione come non fossero mai esistiti.
Meteore nel grande cielo stellato. E mi chiedo se abbiano almeno tentato di lasciare un messaggio, una testimonianza di qualche valore, o se sono stati soltanto marionette in castelli di sabbia, costruiti da bambini crudeli, venditori di sogni, che hanno falsato l’illusione in ideologia; spacciando culturismo per cultura.
Grandi burattinai di un teatro senza tempo e senza posa. Ma sempre di apparenza si disquisisce.
Quando ti togli gli occhiali 3D che ti fanno mettere, ti ritrovi con una cosa sfocata e decisamente sciatta. Ebbene sì, siamo figli del buon vecchio Consumismo e, quando la pecora è grassa, la si lascia a un ripetersi maniacale e disgustosamente opportunista, per puntare i riflettori su un nuovo agnello sacrificale.